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Come può un data center in una miniera rivoluzionare la tecnologia europea?

Scopri come il progetto Intacture nella Val di Non sta trasformando una miniera operativa in un'innovativa infrastruttura digitale, con un focus sulla sostenibilità e l'efficienza energetica.
  • Il progetto Intacture è il primo data center europeo ospitato in una miniera operativa, presentato il 1 ottobre 2024.
  • Un investimento complessivo di 50,2 milioni di euro, con 18,4 milioni finanziati dal Pnrr.
  • La temperatura costante del sottosuolo riduce i costi di raffreddamento, con un valore di PUE di 1,25 rispetto alla media europea di 1,6.
  • Risparmio energetico del 30-40% rispetto ai data center tradizionali, grazie all'uso degli spazi vuoti della miniera.

Nel cuore della Val di Non, tra i meleti e le montagne del Trentino, sta prendendo forma un progetto che potrebbe rivoluzionare il panorama tecnologico europeo. È intitolato “Intacture”, il primo data center del continente ospitato all’interno di una miniera che è ancora operativa. Questo ambizioso progetto, presentato ufficialmente il 1 ottobre 2024, è frutto di una collaborazione tra l’Università di Trento e un consorzio di aziende private, tra cui Covi Costruzioni, Dedagroup, Gpi e Isa.

L’idea alla base di Intacture è tanto semplice quanto innovativa: riutilizzare gli spazi esausti di una miniera per ospitare un’infrastruttura digitale di ultima generazione. Questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale, ma offre anche vantaggi significativi in termini di sicurezza e efficienza energetica. La miniera di dolomia dell’azienda Tassullo, situata a circa 40 chilometri a nord di Trento, è il luogo prescelto per questa impresa pionieristica.

Finanziamenti e Partnership Strategiche

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Il progetto Intacture ha richiesto un investimento complessivo di 50,2 milioni di euro, di cui 18,4 milioni provengono dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e i restanti 31,8 milioni da risorse private. La Trentino DataMine, la società creata ad hoc per gestire il progetto, è composta al 49% dall’Università di Trento e al 51% da un pool di aziende private.

Il finanziamento del Pnrr è stato cruciale per avviare il progetto, che ha ottenuto uno dei maggiori finanziamenti europei nel settore della ricerca e sviluppo. La partnership pubblico-privata è stata fondamentale per garantire il successo dell’iniziativa, combinando risorse e competenze diverse per creare un’infrastruttura digitale all’avanguardia.

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Sostenibilità e Efficienza Energetica

Uno degli aspetti più innovativi di Intacture è la sua sostenibilità. La miniera offre un ambiente naturale che garantisce condizioni ottimali per la protezione dei dati, la sicurezza elettromagnetica e il risparmio energetico. La temperatura costante del sottosuolo, che si aggira intorno ai 12 gradi, permette di ridurre significativamente i costi di raffreddamento dei server. La stima relativa all’efficacia nell’uso dell’energia (Power Usage Effectiveness, PUE) si attesta su un valore di 1,25, considerevolmente inferiore rispetto alla media di 1,6 dei data center europei.

Inoltre, l’uso degli spazi vuoti della miniera riduce al minimo il consumo di suolo, evitando la necessità di disboscare aree naturali. Questo approccio non solo preserva l’ambiente, ma contribuisce anche a un risparmio energetico del 30-40% rispetto ai data center tradizionali. La miniera, con i suoi 90mila metri cubi di dolomia, offre una protezione naturale contro rischi idrogeologici, sismici ed elettromagnetici.

Un Futuro di Innovazione e Ricerca

Il progetto Intacture non si limita alla creazione di un data center. L’obiettivo a lungo termine è quello di sviluppare un polo di innovazione che abbracci diversi campi, dalle scienze della vita all’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica alla cybersicurezza. Nei prossimi 15 anni, Trentino DataMine prevede di espandere la capacità del data center fino a 1200 rack e 5 megawatt di potenza totale.

Inoltre, è prevista la costruzione di un campus per la ricerca all’esterno della montagna, che offrirà spazi dedicati a eventi e progetti che coinvolgeranno la comunità locale e gli studenti. Questo approccio integrato mira a creare un ecosistema di innovazione che possa generare benefici molteplici per il territorio, l’ambiente e la società.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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Michele
Michele
6 mesi fa

Finalmente un progetto che combina innovazione e sostenibilità! L’idea di sfruttare gli spazi esausti delle miniere è geniale e potrebbe diventare un modello per altri paesi.

Alessandra
Alessandra
6 mesi fa

Non sono così sicuro che sia tutto rose e fiori… ci saranno sicuramente problemi legati alla sicurezza e alla stabilità della miniera. Non vorrei che si trasformasse in un altro disastro ambientale.

Daniele
Daniele
6 mesi fa

Ma dai, è chiaro che hanno tenuto conto di tutto, altrimenti non avrebbero ottenuto tutti quei fondi dal Pnrr. È un’opportunità enorme per la Val di Non e per Trento!

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